Due parole sul blog

Se pensate che qui si parli di Fate, Elfi e Creature simili, beh, avete ragione.
Quasi.
La verità è che qui la vera protagonista è la Terra, com'è o come avrebbe potuto essere se...Se l'uomo non fosse com'è, se si fosse evoluto diversamente, se le cose fossero andate in un altro modo...

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Su, su, guardate, guardate...

lunedì 30 luglio 2012

Pietre un po' meno preziose: Fluorite

Fluorite
Fluoruro di Calcio CaF2
Sistema: Cubico
Durezza:4
Sfaldatura: ottaedrica, ottima
Colore: un sacco! :D

È una pietruzza molto simpatica, di cui parlerà spesso la protagonista del racconto appena iniziato…però ci vuole ancora un pochetto, perché prima finirà di raccontare la sua vita, fino ad una strana ed inquietante telefonata…

Ma torniamo a noi: simpatica, dicevo…piuttosto  comune, vero, ciononostante raggiunge prezzi mica da ridere!
Oggi se ne trovano in molti giacimenti cinesi, ma fino a qualche decina di anni fa, era famosa quella inglese (Cumberland), spesso di un viola scurissimo e molto ben strutturata. Leggendaria quella rosa del Monte Bianco.
In ogni caso, giacimenti famosi sono anche in Spagna, Norvegia, Canada, Brasile, Stati Uniti, Germania, Francia, Russia e diverse regioni d’Italia: Piemonte e Val d’Aosta, Lombardia (Brescia, Bergamo), Toscana e, in forma polverosa, Lazio.
La struttura dei gruppi di Fluorite è, oltre al colore, la caratteristica più tipica.
D’accordo, sotto la lampada di wood presenta fluorescenze particolari, simpatici fenomeni di fluorescenza si hanno anche se viene scaldata, ha interessanti caratteristiche ottiche, serve a produrre acido fluoridrico, ma alla fine, le caratteristiche per cui la gente se la fila un sacco, sono colore e forma.
I colori vanno dalla sua totale mancanza del medesimo (rara), al viola intensissimo, passando per tutte le sfumature di verde, azzurro, alcune di giallo e, per l'appunto, la leggendaria Fluorite Rosa e rossa del Bianco e del Gottardo.

Le più comuni sono a bande zonate di diversi colori, usate per oggettistica, animaletti o ciondoli, spesso donuts, oppure piramidi, obelischi o massaggiatori.
Provengono per lo più da pietre massive brasiliane, facili da lavorare sia per la relativa morbidezza, che per l’ottima sfaldatura.
Quelle cristallizzate vengono invece vendute come mamma (Terra) le ha fatte, proprio in virtù del loro aspetto affascinevole e accattivante.
Qui un paio di foto, le ho prese in giro per il web...cioè...mi sono un attimino lasciata prendere la mano, ma...
Non è fantasMICA? Cioè, chiarissima, ma con fantasma zonato all'interno...mi pare Cina, ma non ho segnato subito e non ricordo...
Non è assolopuffamente stupenda? Nella sua forma cubica nature. Un colpetto e vi trovate un ottaedro. Con Sfalerite, Spagna:
E questo blu pazzesco? Sito elmwood, non dice la provenienza:


Una città per sognare…Spagna:
Ottaedrini, il tipo più simpatico ed economico per procurarsi della Fluorite nativa:

Ed ecco, siorre e siorri, la Fluorite Rosa su Quarzo. E non dite che non è leggenda:
Questo è un pezzo molto famoso, pesa circa un chilo ed è di proprietà di un collezionista francese da ormai molti anni. Se non ricordo male, zona del Triolet…ecchecavolo, lì io ci ho lasciato tanta di quella roba inacchiappabile, porca miseria:

Per le proprietà, andate sulla pagina statica, sennò cosa l’ho messa a fare? Non è che mi piaccia tantissimo, eh, dovrò cambiare un po’ di cose:
Caratteristiche e Proprietà

venerdì 27 luglio 2012

Cosina-ina. Fluorite

Ecco, una cosina appena finita nonostante il caldo torrido e torrificante, o terrido e terrificante, come volete.
L’altro giorno mi è stata mollata una Fluorite, dicendo: “Tò, preparami questa, fai quello che vuoi!”
So per esperienza che, quando ti dicono: “Fa quello che vuoi”, in genere si finisce graticolati, perché si fa sempre qualcosa di diverso da quello che il cliente voleva…
A dire la verità, qui è venuta una roba che non aveva niente, ma proprio niente a che fare con il disegno originale…speriamo piaccia! O_O


Dietro:


Laterale:

 
Ci ho aggiunto un’Ametistina piccina picciò, però non ero proprio convinta…

mercoledì 25 luglio 2012

Frammenti: Il Dono P.1

Il Dono è stato scritto come forma di "meditazione" nella seconda metà del 2011, ma ho deciso di postarlo quasi un anno dopo, in un momento di forzato arresto dei lavori di gioielleria.
C'è di autobiografico, qui: Eva è in parte (in parecchia parte) il mio alter ego. Infatti è un metro e settantadue, così, per ripicca, visto che sono uno e 55.
E' il più lungo dei Frammenti di Valdombra che io abbia postato finora e tocca diversi argomenti che fanno parte della mia vita, anche piuttosto di attualità, a partire dalla dislessia della por ropt protagonista.
Spero possiate affezionarvi a lei e alle sue avventure...


Aggiornamento: 19 Agosto 2017:

A giorni Il Dono verrà pubblicato, almeno come e-book, da Amazon Prime, quindi toglierò (per ovvie ragioni) gran parte dei contenuti dai post, in cui lascerò alcuni brani.
Questo per non dover cancellare i commenti e per permettere, a chi lo desideri, qualche assaggino lungo tutta la storia e non solo nell'anteprima visibile sull'e-book (appena capisco come fare a metterla).

Il Dono

Ci sono molti modi di essere diversi ma, a meno che non si tratti di diversità tali da produrre un’elezione a Miss o Mister Universo, generalmente sono tutti sgradevoli ed imbarazzanti per gli uguali.
I conformati. I regolari. Quelli lì, insomma.
In ogni caso, il più delle volte, anche essere una potenziale Miss-di-tutte-le-galassie ha i suoi lati negativi. Provate ad essere una ragazza di quel tipo e ad iscrivervi, per esempio, alla Facoltà di Fisica. Provate, poi ne riparliamo!
Potreste avere la mente più brillante della storia, una specie di somma tra Leonardo, Pico della Mirandola ed Einstein, ma vi sfido a prendere un voto superiore a 21 agli esami, anche sgobbando come matte!
È inevitabile: non è normale essere una sventola pazzesca e anche una grande mente. È inaccettabile, spaventoso, mostruoso! Soprattutto per una ragazza.

Io, fortunatamente, non sono una potenziale Misseccetera. Dicono io sia una bella ragazza, ma nella norma.
Purtroppo, però, sono un genio.
E sono anche dislessica.
E poi, come dire, sono una specie di, ecco, di… di sensitiva MA PER FAVORE, CHE NON SI SAPPIA IN GIRO!

 (..........)

Così, si, come dicevo, io, nel mio piccolo, sono diversa.
Per la dislessia, per questa stranezza percettiva che non saprei come chiamare, ma che alcuni considerano schizofrenia, altri sensitività, e altri non considerano proprio.
E poi sono strana per carattere, sempre che strano non sia una parolaccia.
Ma andiamo con ordine.

Quando ero piccola, ma proprio piccola, venivo presa in giro da mia madre per via della mia totale incapacità di distinguere la destra dalla sinistra, il senso orario dall’antiorario e non ero in grado di fare i fiocchi alle scarpine o al grembiulino, quando le mie compagne d’asilo, pardòn, scuola materna già ci riuscivano da un pezzo, tanto meno se mi si richiedeva una cosa assurda, come allacciarmi il medesimo dietro la schiena.

Ma andiamo, a chi mai è venuta un’idea così stupida?
I grembiuli dovrebbero essere allacciati davanti, non dietro, dove uno non vede cosa fa e deve pensare al contrario!
No, meglio allacciarselo sul davanti e poi farlo girare fino ad arrivare alla posizione desiderata.
A me sembrava una cosa intelligente, mia mamma lo trovava scandaloso, anzi, vergognoso, si, direi, vergognoso.

Inoltre “straparlavo”.
La mia unica zia diceva che è sintomo di intelligenza, ma, a quanto pareva, questo non impediva a chiunque di deridermi per i miei continui falciastroni… starflacioni… ufff!
Sstra-fal-cioni.
Il più delle volte rifrasavo le gire rigiravo le frasi. I miei un po’ si arrabbiavano, un po’ mi deridevano, ma a nessuno venne mai in mente che non fosse esattamente normale.


Purtroppo, a parte questi irrilevanti dettagli, pareva che io avessi una mente assolutamente brillante.
Non so perché gli adulti avessero questa buffa idea, ma era prorporppiop… proprio così.

La gente, per ragioni a me del tutto ignote, rimaneva a bocca aperta ogni volta che parlavo, anche se dicevo cose normalissime, a mio parere, tipo quella volta in cui, a quattro anni, insultai una tizia in panetteria perché parlava in modo così sgrammaticato da far stridere le orecchie.
Il negozio era pieno e, improvvisamente, era calato il silenzio.
Gelido.
Mia madre pagò e mi trascinò fuori di corsa, rossa come un campo di papaveri.
Ma che colpa ne avevo io, se quella aveva detto: “Se io, bassa come sono, avrei i piedi grossi come i tuoi, avevo sembravato un papero!”?
Insomma, era lei ad essere stupida, no?
Mi trovavo anche spesso spazientita nei confronti dei miei compagni di scuola materna, ma ancora una volta, non perché io fossi intelligente. Erano loro ad essere stupidi!

Per esempio, una volta quasi picchiai una mia amichetta che si era resa colpevole di manifesta imbecillità: le maestre della scuola materna ci avevano portati a vedere un film Disney in cui c’era un grosso serpente tra i protagonisti ma, prima del film, era stato proiettato un cortometraggio in cui appariva un dragone cinese tutto colorato e con un sacco di fregi oro e rossi.

Avevo trovato assolutamente adorabile la divina creatura e, al ritorno nel salone di gioco, ne stavo parlando con la bambina, la quale, con foga sofferta, quasi dovendo fare opera di conversione nei miei confronti, continuava a ripetere: “Nooo, non eeera un drago! Sembraaava un draaago, ma era un serpeeente!” e io: “No, non parlo del film, intendo l’altro, quello corto prima del film, con tutti quei cinesi! Lì c’era il drago!” e lei: “Nooooo! Sembraaava, ma eera un serpeeente!”

Ora, dopo la ventiquattresima volta che le ripetevo, con molta calma, che NON stavo parlando del film e LEI continuava a non capire, è normale, legittimo e sacrosanto che io avessi perso la pazienza e avessi cercato di farle ingoiare le scarpe, dopo averle usate come arma impropria.
Lei aveva cacciato delle urla allucinanti e le maestre se l’erano presa con me.

Ovviamente mi ero rifiutata di chiedere scusa, e avevo invece strillato che, se dovevo essere punita per comportamento aggressivo, lei doveva esserlo per stupidità perniciosa.
Le maestre, lo ammetto, avevano faticato parecchio per non scoppiare a ridere, comunque in punizione io ci ero finita lo stesso e l’altra no.

Era stato allora che avevo cominciato a rendermi seriamente conto che non c’è giustizia a questo mondo!
(..........)
 
Il fatto è che dicevo quello che pensavo e se gli altri, bambini o adulti, sparavano sciocchezze, beh, li mettevo al loro posto.
Un sacco di volte mi trovavo ad osservare adulti dai comportamenti idioti e a pensare: “Ehi, ma… mica diventerò così anch’io, da grande?”

Allora mi nascondevo dietro le gambe di mia madre e lei diceva alle signore di turno, le quali, per qualche strana ragione, avevano sempre il rossetto sui denti: “Oh, fa la vergognosa! Su, Eva, dai il bacino alla signora!” e io, terrorizzata, dopo aver tentato ripetutamente la fuga, mi trovavo costretta a posare (BLEAH!) le mie innocenti labbrucce sulle loro guance cascanti ed eccessivamente imbellettate.
E, intanto, il pensiero era: “No, IO non sarò mai come loro! Piuttosto la morte!!”

Spesso mi arrabbiavo perché, solo per il fatto di essere una bambina, venivo trattata da stupida, così rispondevo per le rime, limitandomi, dal mio punto di vista, a difendermi, ma questo mandava i grandi nel panico più assoluto.   
“Quella bambina risponde!” sbraitavano, maestre in testa.
Beh, ovvio, che avrei dovuto fare? Stare lì a guardare come un pesce bollito?

Quando iniziò la scuola, a nessuno venne in mente che io potessi essere poco intelligente o ritardata, purtroppo.
Siccome era, a quanto pare, evidente che avessi un’intelligenza fuori dal comune (ma, sia chiaro, io continuo a pensare che fossero loro ad essere stupidi), il fatto che avessi difficoltà a scuola, voleva dire che ero cattiva.
Svogliata, lunga, priva di puntiglio, una pessima scolara e una ancora peggior figlia, che esisteva per creare problemi e far piangere la mamma!

Non importava se fossi carina, timida, gentile, brava negli sport, nel disegno o che altro, si sa che, se un ragazzino non va bene a scuola, è sicuramente un avanzo di galera, qualcuno da guardare con orrore.

Così venivo punita per le cose più assurde: perché non ero nemmeno a metà di un compito quando gli altri avevano finito, perché non avevo una bella calligrafia elegante come le mie compagne di classe, perché… si, non ci crederete, perché non toccavo le righe con le lettere, soprattutto con quelle più alte, come “l”, “b”, per esempio, ma le toccavo invece con le “t” che, secondo una logica perversa, dovevano essere più bassette.
Nessuno si prese mai la briga di spiegarmi la quadra, come non mi spiegarono mai da che parte dovessero stare le pancine della B, per esempio, ma furono sempre molto solleciti nel segnare con tre righe rosse le mie
    .

 
Un giorno qualsiasi, circa un mese dopo l’inizio della prima elementare, la mia maestra, tale Suor Faustina, una delle donne più perfide che abbia mai incontrato, convocò mia madre con urgenza.
Le disse, furiosa, che avevo scritto “a” al posto di “o”, insomma, avevo allungato arbitrariamente la gambetta trasformando una vocale nella sua parente più prossima.  Mia mamma reagì sconvolta e scandalizzata: come avevo osato?!? Così, uscite da scuola, mi trascinò fino a casa a testa bassa, guardandosi attorno circospetta, come se il mondo intero sapesse della terribile onta che l’aveva colpita, nascondendo, oltre a questa atroce vergogna, le lacrime che fingeva di trattenere.

Non le tratteneva, in realtà, non le ha mai trattenute, non sono mai scese, semplicemente perché non c’era niente che dovesse scendere.
Si, perché, in tutta la mia vita, per quanto non passi giorno senza un buon motivo di disperazione e pianti, io non le ho mai visto una lacrima.
Boati, ululati, strepiti e singhiozzi, ma mai una sola lacrima.

Mi ci sono voluti anni per rendermi conto di cosa questo significasse. Quindi, a quel tempo, ci credevo e mi sentivo malissimo.
Ero cattiva, ma non sapevo perché.
Cosa avevo combinato? Doveva essere una cosa davvero grave! E se lo avessi rifatto, che mi sarebbe successo?!?

Mi avrebbero buttata fuori dalla scuola, avrei coperto di disonore la mia famiglia per sempre, forse sarei finita in riformatorio, come mia madre non finiva di strillarmi ad ogni occasione da quando avevo memoria?
Così iniziò una strana commedia: io facevo i compiti, con mamma in piedi alle mie spalle e, quando stavo per allungare la gambetta alla “o”, rischiando di trasformarla in “a”, lei strillava con tutto il fiato che aveva. In genere facevo un salto di mezzo metro sulla sedia e mi partiva uno sbrego tremendo sul foglio, e finivo per essere punita una volta di più.

Ovviamente non mi limitavo alle “o” e alle “a”.

Da brava e diligente dislessica, scrivevo anche “b” per “p”, “p” per “q”, “f” per “v” e così via. Ovviamente venivo sistematicamente punita, ma MAI come per le o e le a! Svergognata, svogliata, parassita, erano gli epiteti che accompagnavano le mie giornate e i miei incubi, che nei miei incubi diventavano svregongata, rapassita, slovgiata, ovviamente.

“Perché non ti applichi un po’?” mi si chiedeva continuamente.
“Mettici un minimo di impegno!”
“Non hai un briciolo di puntiglio!” e io non sapevo più come difendermi: che significava? Io ce la mettevo tutta, ma proprio, tutta, tutta!
Come potevo fare per fare meglio? Perché nessuno me lo spiegava? Quello era esattamente il mio meglio! E così andavo in confusione e, invece di meglio, finivo per fare peggio.

 E perché nessuno si accorgeva che le parole avevano la strana abitudine di scivolare ai lati del foglio, se le fissavo? E poi tornavano indietro, danzavano una strana danza ondeggiante e si mischiavano…
A volte cercavo di prenderle perché non scappassero, di tenerle ferme, e poi mi guardavo intorno e… sembrava che nessun altro si accorgesse del problema, ma i miei compagni cominciavano a ridacchiare, così dovevo far finta di niente, tanto le parole, prima o poi, tornavano al loro posto, più o meno. Bastava non guardarle troppo intensamente.

                                                         
 (...continua link p.:2)

martedì 17 luglio 2012

Topacci & altro

Bene, visto che abbiamo parlato di Topacci Imperiali, ho pensato di postare un cosino non bellissimo, pare gli abbiano dato una martellata estraendolo, ma visto che il mio argento era agli sgoccioli, ho pensato ad una cosina semplice, ma pur sempre preziosa.
…Davanti:

Di fianco:
…Dietro:
Ma siccome il Topolozietto non era sufficiente, aggiungo questo simpatico “giochino”. Le cuffiette:

Con Ametistine piiiiiiiiccole e una più grandicella sotto. Purtroppo non ho sottomano qualcuno cui appenderle alle orecchie per fotografarle indossate. Bisogna contentarsi, con i tempi che corrono...

lunedì 9 luglio 2012

..Ops!

Dunque: mi sono appena accorta di aver dimenticato di postare una cosa.

Ecco, di cui…beh, quando mi si è bruciato il vecchio piccì, ho perso tutte le foto. Si, mi restano queste due, ma, ecco, era un tutorial dettagliatissimo.
Ehm…beh, mi avevano chiesto un tutorial fotografico per un giornale on-line, ma io non avevo poi messo il risultato perché aspettavo che venisse pubblicato.

Solo che poi ho dimenticato di metterlo, con il relativo link.

La storia è stata una grossa delusione, devo dire: per come è impostato il giornale, la grafica, come il sito prende le foto, come si presenta la ricerca per gli eventuali lettori, risulta incomprensibile e pressoché invisibile.
Insomma, penso che in questi tre mesi, ci siano andati si e no tre lettori e una ero io.
Purtroppo non ho più la possibilità di postare qui il tut, quindi devo limitarmi al link. Intanto qui la foto del risultato finale per il giornale:

E com’è invece finito come dico io, con tanto di orecchini: 


Penso di aggiungere un paio di foto, tenete d’occhio, perché qui non si vedono bene le pietrine.
Perline di Quarzo Rosa e Labradorite.
Intanto, qui il link alla pagina:
http://www.donnatrendy.com/tutorial-ciondoli-fai-da-te/2504/

venerdì 6 luglio 2012

Pietre Preziose_ Seconda puntata

Ammetto che la tentazione di scrivere un post chilometrico sui Diamanti ce l’avrei…una sorta di meravigliosa “Treggatti” su storia, cultura, leggende, giacimenti, perché e percome…però, nonostante le dichiarazioni di un paio di followers dotati di un’evidente tara ereditaria o facenti uso di allucinogeni molto illegali,  temo che tutti gli altri, quelli sani, potrebbero avere reazioni violente…
E i computer (e io lo so, oh, se lo so!) costano.

Quindi decido di mettere qualcosina di più semplice (per ora) ed abbordabile.
Abbiamo cominciato a capire che molte delle pietre preziose o semipreziose che conosciamo alla fine sono parenti strette, la cui preziosità è data a volte dalle mode, a volte dalla più o meno rarità di un colore rispetto ad un altro.
Ad esempio, una delle pietre più rare e preziose che si conoscano, tra quelle citate, è lo Zaffiro Padparadscha, o Pietra di Mahalakshmi, che però è pochissimo conosciuto.

Ci sono poi tante confusioni: molte pietre, nel passato, venivano chiamate in un modo,  e poi si è scoperto che erano un’altra cosa…

Per esempio, la Cordierite (o Iolite) era confusa con lo Zaffiro, alcuni tipi di Granato o Spinello (no, non quello che si fuma!) con il Rubino, il Quarzo Citrino con il Topaccio Topazio imperiale e così via.
Viene mal di testa?
Lo so…per questo penso sia cosa buona e giusta imparare a barcamenarcisi!

Allora, adesso vediamo, in breve, qualcosa sui Topa…Topazi.
Come sicuramente tutti sanno, anche per questa pietra esistono diverse varietà di diverso colore.
Vediamo un attimino:

Topazio:  Al2(F,OH)SiO4 Fluorosilicato di Alluminio (+ ossidi)
Durezza: 8
Sfaldatura: Perfetta secondo la base del cristallo

Varietà                              Colore                                             Agente Colorante
Allocromatico                Incolore                                            nessuno
Imperiale                        da giallo oro a brandy                    Fe ferrico, Cromo     
Rosa                                Rosato lilla, magenta                      Cromo (Mn)
Viola (rar. Collez.)         Lilla-violetto                                     Cromo
Azzurro                           Celeste chiaro-azzurro cielo          Ferro bivalente, irregolarità strutturali
E adesso vediamo di chiarire alcune cose.
Il Topaccio è una pietra decisamente bella, interessante, preziosa, intelligente.
L’uomo no.
Non nel senso che non è una pietra, ma nel senso che NON è intelligente. E nemmeno prezioso, anche se ne è convinto.
Quindi, non essendo intelligente, fa una serie inimmaginabile di sciocchezze, in alcune delle quali ci rimette il nostro.
Il Topaccio, infatti, è una delle pietre più maltrattate e falsificate in circolazione.
Quelli trasparenti ed incolori vengono alternativamente spacciate per Diamanti, bombardate con raggi gamma, poi riscaldate a circa 450°C, oppure irradiate con Cobalto60,  così da ottenere pietre di colore diverso, in genere azzurro intenso (stabile, ma piuttosto privo di luce), bruno, fino ad un color caffè, in genere instabile, oppure rosso.
In altri casi, invece, quando comprate un Topazio, in realtà vi stanno rifilando Quarzo Citrino, Fumé, Zircone sintetico, spinello sintetico…vetro…che tristezza!
Ebbene, benché abbia postato un paio di foto di Topi Topazi nel post sulle pietre da matrimonio, ho provato a fotografarne un paio dei miei.
Premetto che io ho solo Topacci Imperiali grezzi e un Topazio serio, giallo-bruno del Pakistan.
Non possiedo né quelli allocromatici, cioè “nature”, privi di colore, né quelli azzurri, che sono la varietà "finta" più comune in circolazione.
Purtroppo..dagli anni ’70, per una ventina di anni almeno, il mercato è stato invaso da pietre azzurre, piuttosto fredde e dall’aspetto poco simpatico che, soprattutto agli inizi, venivano vendute a prezzi stratosferici, più o meno con le quotazioni dell’Acquamarina.
Il problema è che queste pietre, in genere provenienti da Siberia, Birmania, Giappone, erano tutte sistematicamente Topazi incolori bombardati, come visto sopra.
Oggi si pensa che praticamente il 90% dei Topazi azzurri sia di questo tipo, anzi, se date una sbirciata in giro per il web, c’è perfino chi spergiura che NON ESISTANO i Topazi azzurri naturali, idea del cavolo, nata dalla mancata comprensione del fatto che “immessi a tonnellate sul mercato”, non vuol dire: “Tutti, tutti, tutti”

...visto che l’uomo non è una specie intelligente?
Rarissimi, soprattutto naturali, sono anche i Topazi magenta (i brunicci scaldati possono assumere un colore rosso scuro, niente a che vedere con la versione sontuosa e nobile naturale) e i violetti, spesso misconosciuti anche agli intenditori (Io ne ho visti un paio in fotografia…).
Consiglio, quindi, di concentrarsi su quelli Brasiliani Imperiali e sui Pakistani bruno chiaro, oppure su quelli incolori, o, per dirla banalmente, “bianchi”.





L’ultimo è quello Pakistano, di cui si vede la colorazione più omogenea e quasi priva di velature o delle classiche striature tubolari, definite “ghiacciature riflettenti” che fanno pensare a cristalli di zucchero.
La composizione è relativamente diversa da quella degli altri Topazi, tanto che contiene una quantità decisamente minore di Fluoro, sostituito da ossidrili. Come detto nello schemino, il colore è dato da Ferro ferrico e, negli esemplari con colore più caldo, da Cromo.
La lucentezza è interessante: come forse si riesce a vedere dalla fotografia, il Topazio Pakistano ha una lucentezza vitrea, simile, per intenderci, a quella del Quarzo, mentre quelli Brasiliani hanno una lucentezza che fa pensare davvero a miele parzialmente cristallizzato, calda e grassa.
Trovo che poche pietre abbiano una luce simile: “Imperiale” è un termine che sembra inevitabile, vista l’idea di sontuosa regalità che suggeriscono.
Il Topazio Imperiale, per la maggior parte, proviene dallo stato di Minas Gerais, ed esattamente nella zona circostante Ouro Preto da miniere a “cielo aperto”, cavità longitudinali a forma di cratere o imbuto, il cui fondo viene mantenuto allagato, così da lavare continuamente la ghiaia topazifera, che verrà poi avviata a nastri trasportatori, dove subirà ulteriori lavaggi e selezioni.
Nei giacimenti il Topaccio è rinvenuto tra Quarzo Ialino o latteo, rose di Ematite, spesso di dimensioni superiori a 30cm di diametro e Distene (o Cianite, o Kyanite).
In queste miniere, fino a poco tempo fa, solo l’1% del materiale era considerato vera e propria ghiaia topazifera.
Oggi vengono presi in considerazione anche i minerali precedentemente abbandonati, come Quarzi, Ematiti e la bellissima Cianite, un tempo semplicemente curiosità da collezione, oggi gemma che sta prendendo via via importanza nel mercato, soprattutto vista la qualità perlacea, di un intenso colore azzurro screziato di grigio acciaio che è possibile estrarre.
Recentemente ho visto cabochon di Cianite dall’aspetto di gemme zuccherine trasparentissime, per i canoni di questa pietra (sia chiaro, non ha mai la trasparenza di un Quarzo, per esempio).
Nelle miniere di Ouro Preto (oro nero), si possono ancora trovare cristalli di Topaccio delle dimensioni misurabili non in carati, ma addirittura in etti!
Tra le foto che appaiono sul web, ho trovato una serie di cabochon che possono dare l’idea di come si presenta il Topo una volta tagliato. Consideriamo che la qualità non è eccezionale: si tratta di pietre di un colore giallo chiaro o giallo bruno, di trasparenza e luce medie.
Per intenderci, le due pietre più aranciate che ho postato un po' più su, hanno una qualità decisamente superiore, anche se la trasparenza, per esempio, non li farebbe rientrare in quell'1% cui accennavamo poco fa.
In ogni caso, si può vedere l'aspetto a goccia di miele che contraddistingue questa Pietra:
Nei prossimi giorni, posterò nelle pagine statiche le proprietà. Per ora, vista l’ora tarda, chiudo…sperando, sempre, che l’argomento non sia troppo palloso.
                                                                           ‘nottina, bacini! J

domenica 1 luglio 2012

Intermezzo...

Mentre decido se sia una buona idea continuare a postare cose tecniche, un piccolo intermezzo succulento, un pendentino che mi piace un sacco:
Agata di fuoco e Granati, wrappati in Rame argentato e Silver Filled.
L’Agata ha una particolare forma che ricorda la testa di un cerbiatto



La parte alla vostra sinistra avrebbe dovuto essere più o meno speculare all’altra, ma, nonostante avessi calcolato la misura dei fili alla perfezione…ecco…ehm…erano troppo corti, alla fine…
visione posteriore: